La misura della fede

Perché nessunissimo dio ci ha donato la miscredenza

 

Ho sempre difeso a spada tratta il mio non credere a nessuna religione.

Mi guardo intorno e mi sento fortunata, nonostante non mi sia risparmiata sofferenza e dolore, come chiunque altro. Distruzione, sconfitta e morte accomunano tutti, bacia-banchi e banchieri, dissidenti e dandy sui Maserati.

Siamo tutti uguali agli occhi della Natura Madre, siamo tutti bambini che, quando vengono scoperti con le dita nella marmellata, si prendono una bella strigliata. Tutti, nessuno escluso.

Ingiustizie? Sì, tante, ma siamo in tanti, subiamo e seguiamo la legge del più forte e la chiamiamo ingiustizia solo in questo secondo caso.

Da tutti gli anni che ho credo nella non-fede, credo che ci si debba meritare il novanta percento di quello che si ha e il restante dieci, che è amore incondizionato, ce lo si deve comunque o cercare o tenere molto stretto. Credo strenuamente in ciò che osservo fino alla fine, a ciò che conosco.

Ieri sera, mentre uscivo da uno dei miei teatri preferiti, stabili fuori moda colmi di ricordi spensierati, guardo la persona che mi è a fianco e mi accorgo, forse per la prima volta, della sua dimensione di fede. Lo stesso Canali che a me era piaciuto da morire non ha dato pari emozione ad uno stesso identico umano seduto lì, in parte a me e no, non lo so cosa gli abbia trasmesso, non lo so e non lo posso sapere.

Credo nella personale dimensione di spirito che ognuno di noi sceglie di coltivare, credo nel giardino dei nostri sensi e dei nostri valori, credo nel sacrificio dell’amore di ogni giorno e per tutto il giorno, credo nel fine che giustifica i mezzi e credo ancora in quel Charles Darwin, che guardava le tartarughe correre verso il mare e mi piace pensare che, qualche volta, si sia anche commosso.

 

 

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No Roaming cost service

 

 

I grandi delle telecomunicazioni vivono in un solo mondo

Roaming charges have changed sensibly overtime thanks to the work of the EC.

 

A partire dal 15 giugno 2017 i Magnati della telefonia se la giocheranno su un nuovo campo, quello europeo. Fare una telefonata o mandare un messaggino dalla Germania o dalla Francia ci costerà come farlo da Milano o Bologna.

Si tratta di un cambiamento importante per i pendolari “a lungo raggio”, frontalieri, studenti, commerciali, ma anche chi semplicemente, invece che vivere a Genova ed avere il fidanzato a Roma, ce l’ha a Marsiglia.

Ognuno di questi casi, storie di vita, di amori e di viaggi, è stato minuziosamente analizzato e ridotto ad un algoritmo. Compare tra grafici delle scrivanie di Tim, Vodafone e Wind che, tra un aperitivo e una stretta di mano, hanno dato una scossa ai loro mercati e si sono “riempiti il piatto” con i nostri Erasmus, con le nostre vacanze, con le nostre ricerche di lavoro ovunque e con i nostri amori senza confini.

In effetti, se da un lato abbiamo il risparmio da parte del consumatore, dall’altro abbiamo la concorrenza stretta tra pochi, pochissimi operatori. Le compagnie telefoniche possono infatti stabilire una soglia-limite di traffico dati e possono delimitarla in modo più o meno chiaro.

Considerate, però, che viene garantito il servizio gratis solo sul traffico del proprio piano tariffario base e non su eventuali supplementi, attenzione, quindi, ad eventuali opzioni per l’estero, potreste avere delle brutte sorprese e pagare cari quei 2 GB in più per visualizzare le notifiche di Facebook , leggere Mail e svolgere attività che, per quello che poi pagate, non avreste svolto.

Difendiamoci sempre da chi sfrutta la nostra ignoranza per riempire le proprie tasche, non stiamo parlando di enti sociali pro-europeisti, quanto di internet, reti dati e telefonini cellulari.

Trovo comunque, nonostante il netto taglio economico di questa notizia, che si sia fatto un passo avanti nella costruzione di una comunità europea, perché se, sì, è vero che conta il buon cuore, qualità non proprio attribuibile alle immense società multinazionali quali sono le telecomunicazioni, conta forse ancora di più un risultato e, in questo caso, l’incontro virtuoso tra la nostra esigenza e la loro.

Via libera ai pettegolezzi gratuiti di paese, fate i conti, però, con la grandezza di questo paese.